Il Consiglio di Amministrazione, con delibera del 5 maggio 2014, ha approvato la procedura in materia di Internal Dealing volta a precisare gli obblighi informativi nei confronti della Consob e del pubblico legati al compimento da parte dei “soggetti rilevanti” di operazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari emessi dalla Società o da sue controllate.

 

Con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) n. 596/2014 del 16 aprile 2014 (“Market Abuse Regulation” o “MAR”) la Società ha provveduto ad aggiornare la Procedura secondo le disposizioni previste dall’art. 19 del succitato MAR, dal Regolamento Delegato (UE) 2016/522 del 17 dicembre 2015 (il “Regolamento Delegato UE”), dalle relative disposizioni di attuazione e, più in generale, dalla normativa anche di livello regolamentare vigente in materia di obblighi di comunicazione delle operazioni effettuate da soggetti rilevanti e da persone strettamente legate ad essi, come descritti nella procedura. 

 

La procedura prevede l’obbligo di comunicazione delle operazioni eseguite dalle “persone rilevanti“ (soggetti rilevanti e persone ad essi strettamente legate), a qualsiasi titolo, in Borsa o fuori Borsa, di acquisto, vendita, sottoscrizione o scambio (“Operazioni”) di azioni della Società o di sue controllate quotate o di strumenti finanziari collegati alle predette azioni, eccedenti l’importo complessivo di ventimila (20.000) Euro, in ciascun anno.



La procedura prevede inoltre che le “persone rilevanti” non possano effettuare operazioni fino al momento dell’avvenuta diffusione al pubblico, e nei trenta giorni precedenti, degli esiti delle riunioni consiliari della Società nelle quali sono esaminati i rendiconti periodici obbligatori, la proposta di interim dividend e il preconsuntivo nonché, se non comunicato in tale sede, la proposta all’Assemblea del dividendo dell’esercizio. Le date di dette riunioni sono riportate nel calendario degli eventi societari pubblicato sul sito internet della Società.



Tale divieto non si applica all’acquisto di azioni effettuato nell’esercizio dei diritti attribuiti nell’ambito di piani di stock option e di stock grant, fermo restando l’obbligo di non procedere alla loro vendita nei periodi indicati.