PARTE LA COSTRUZIONE DEL PRIMO DI QUATTRO PATTUGLIATORI PER LA GUARDIA COSTIERA TURCA
Alla presenza del Primo Ministro turco Recep Erdogan, del Ministro degli interni Beshir Atalay e delle più alte cariche militari turche oggi a Tuzla, Istanbul, il cantiere RMK Marine (gruppo KOC), partner industriale di Fincantieri, ha celebrato il taglio della prima lamiera del pattugliatore “Umut”, la prima di quattro unità destinate alla Guardia Costiera turca che saranno consegnate entro il 2012.
A questo programma Fincantieri, che nel 2007 ha vinto una gara internazionale indetta dal Sottosegretariato turco per le industrie della difesa, partecipa con una quota che ammonta a circa 110 milioni di euro per la fornitura di progetto, componenti navali, trasferimento di tecnologia e know-how. Fornirà inoltre il relativo supporto logistico e l’addestramento degli equipaggi e del personale del cantiere RMK.
Questo contratto rappresenta un successo commerciale non solo per Fincantieri, ma per l’industria italiana nel suo complesso, se consideriamo che il mercato turco è tradizionalmente legato agli Stati Uniti e alla Germania, che negli ultimi anni hanno fornito alla Marina turca la quasi totalità delle unità di superficie e subacquee.
I principali punti di forza che hanno consentito a Fincantieri di vincere l’ordine sono stati, oltre alla disponibilità al trasferimento di tecnologia e al pieno supporto per la costruzione in loco, l’accordo con il cantiere RMK per la vendita in futuro di unità similari a Paesi terzi e, soprattutto, aver potuto offrire rispetto ai competitor un prodotto “well proven”, cioè già in servizio con soddisfazione presso la nostra Marina.
I pattugliatori della classe “Umut”, il cui progetto deriva da “Sirio” e “Orione”, consegnati da Fincantieri alla Marina Militare italiana nel 2003, avranno quasi 1.900 tonnellate a pieno carico con una lunghezza di 88,44 metri fuori tutto, potranno raggiungere una velocità massima di 22 nodi e avranno un equipaggio composto da 22 membri. Grazie alla loro elevata flessibilità operativa le navi - che saranno realizzate sotto la sorveglianza del RINA (Registro italiano navale) secondo il regolamento RINA-MIL - saranno impiegate in molteplici ruoli, quali il pattugliamento d’altura, la ricerca e il soccorso di persone a mare, il presidio delle acque territoriali e per svolgere operazioni antinquinamento.
Trieste, 3 maggio 2008