L'espressione Corporate Governance definisce il sistema e le regole per la gestione e il controllo della Società.

Fincantieri opera in un quadro di concorrenza leale con onestà, integrità, correttezza e buona fede, nel rispetto dei legittimi interessi degli azionisti, dipendenti, clienti, partner commerciali e finanziari e delle collettività e comunità locali in cui la stessa è presente con le proprie attività.

Questi stessi principi sono stati riconosciuti dalla Società nella definizione del proprio sistema di Corporate Governance, che si articola in base alla normativa generale e speciale applicabile, allo Statuto, al Modello di Organizzazione e Gestione adottato ai sensi del D.Lgs. 231/2001 ed al Codice Etico nonché alle raccomandazioni contenute nel Codice di Autodisciplina delle società quotate, alla normativa interna e alle best practice in materia.

Il sistema di amministrazione e controllo adottato è quello tradizionale ove la gestione dell’impresa è affidata al Consiglio di Amministrazione e le funzioni di controllo sono attribuite al Collegio Sindacale. La revisione legale dei conti è affidata a una società di revisione.

L’Assemblea degli Azionisti ha il compito di prendere le decisioni più rilevanti per la vita della Società tra cui la nomina degli organi sociali, l’approvazione del bilancio e le modifiche dello Statuto.

Il Consiglio di Amministrazione, cui spetta la gestione dell’impresa, ha delegato parte delle proprie competenze all’Amministratore Delegato e ha costituito al proprio interno tre Comitati (Comitato controllo interno e gestione rischi, Comitato nomine e Comitato per la remunerazione) con funzioni propositive e consultive, al fine di affiancare il Consiglio nello svolgimento della propria attività gestoria.

La rappresentanza legale della Società spetta al Presidente del Consiglio di Amministrazione nonché all’Amministratore Delegato nei limiti dei poteri conferiti.

Fincantieri è soggetta alle norme generali per le società quotate e a quelle speciali relative all’attività svolta.

La Società ha inoltre previsto nel proprio Statuto (articolo 6 bis), ai sensi dell'articolo 3 del Decreto Legge 31 maggio 1994 n. 332, convertito con modificazioni dalla Legge 30 luglio 1994 n. 474, un limite di possesso azionario per cui nessun soggetto (diverso dallo Stato, da enti pubblici o da soggetti da questi controllati) può possedere, a qualsiasi titolo, azioni della Società che comportino una partecipazione superiore al 5 per cento del capitale sociale.

Lo Statuto riporta fedelmente le citate previsioni.

Si ricorda inoltre che, in ragione della rilevanza strategica per il sistema di difesa e sicurezza nazionale di alcune attività svolte dalla Società, come definite all’articolo 1 del D.P.C.M. n. 253 del 30 novembre 2012, la Società rientra nell’ambito di quelle cui risulta applicabile la normativa sui poteri speciali di cui all’articolo 1 del D.L. 15 marzo 2012 n. 21, convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, L. 11 maggio 2012 n. 56.